Riflessioni

Considerazioni sulla reazione al terremoto del 24.08.16

Tanto – fin troppo – è stato detto riguardo al terremoto e alla conseguente catastrofe nel centro Italia.
In questo post non farò possibili speculazioni sull’organizzazione e sugli interventi da attuare per riqualificare le zone colpite. Non è un argomento che mi compete e pertanto non trovo giusto proferir dettagliate soluzioni a riguardo. Qui di seguito cercherò di esporre le reazioni, sempre più pervase dal delirio di onnipotenza, dell’utente medio di internet.
La mia vicinanza a tutte le persone colpite. Che la storia possa darci esperienza.24agosto_terremotocentroitalia

Il terremoto e la bufala della magnitudo che da 6.2 viene declassata a 6.0

terremoto magnitudoRiprendendo le parole di Focus: Solo per fare un po’ di chiarezza: La scala Mercalli classifica l’intensità di un terremoto in base ai suoi effetti visibili sulle costruzioni. Quella Richter consente di conoscere la quantità di energia liberata dalla scossa (Ed è quella che viene comunicata in queste ore). La normativa Monti fa riferimento solo alla scala Mercalli.
È una tristezza enorme vedere il diffondersi di tali bufale. Soprattutto in questi momenti
.”

Tutte le persone che strizzano l’occhio al complottismo hanno messo fin da subito in dubbio il valore della magnitudo comunicata. Si fa riferimento a una legge del governo Monti, la quale prevede che solo per un valore superiore al 6.1 lo Stato è tenuto a sostenere il risarcimento danni per i cittadini. Il resto viene da sé, con i sismologi convinti a falsare il dato per non far sborsare soldi al governo.

Nella bufala qui presentata ci sono inesattezze facilmente reperibili in rete.
La prima riguarda il temuto articolo, esso infatti è stato soppresso con la legge n.100 del 12 luglio 2012 (quella che convertiva in norma a tutti gli effetti il decreto legge).
La seconda è sulla magnitudo stessa. Come Focus ha spiegato in poche e semplici righe, i risarcimenti non dipendono dalla magnitudo del terremoto (Scala Richter), bensì dalla sua intensità (scala Mercalli). I due dati non sono relazionabili.
Riguardo ai differenti valori della magnitudo, l’Istituto di Geofisica spiega che ci sono molti e diversi modi per misurarla.

“Prendiamo i soldi del SuperEnalotto e diamoli ai terremotati!”

Seguendo l’ideale “trovo una soluzione che non implichi la mia partecipazione attiva”, molti hanno trovato il modo per ricostruire i territori colpiti. Devolvere la vincita del SuperEnalotto, 129.800.000 euro.
Tra i numerosi promotori – con le altrettante petizioni nate su Change.org – c’è Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.

Il progetto è possibile?
Il montepremi, tecnicamente, “appartiene” già ai giocatori; è formato dai loro soldi usati per le giocate. Pertanto non è possibile agire senza interpellare tutte queste persone. Inoltre, il Superenalotto è un gioco Sisal, azienda privata. Il Governo non può decidere di tale somma di denaro.

La questione migranti in relazione al terremoto

Gesù non era nato in una stalla perché a Maria e Giuseppe era stato negato l'albergo?

Gesù non era nato in una stalla perché a Maria e Giuseppe era stato negato l’albergo?

Una costante, nei commenti sul terremoto, è la questione migranti. Fin dai primi istanti che hanno seguito le scosse, si sono susseguite una serie di commenti che possono essere riassunti nell’idea esposta da Don Cesare.

I sentimenti razzisti che pervadono molti italiani sono ben noti a tutti. Come è nota la demagogia, alimentata da bufale, fatta da alcuni per tirare acqua al proprio mulino. Mi riferisco alla vicenda secondo la quale i rifugiati ricevono 35 euro al giorno, e sono ospitati gratuitamente negli hotel a 5 stelle. Dati e fatti inattaccabili hanno smentito ripetutamente tali credenze, ciononostante niente è servito per far cambiare prospettiva agli webeti.

Il decalogo del terremotato/a consapevole inserisce come primo punto: “Non disperdetevi come comunità e non fatevi mettere gli uni contro gli altri”. Di fronte a una simile tragedia il maggiore pensiero è rivolto ai migranti – non ai terremotati, andando contro a qualsiasi logica. Non si tiene conto delle implicazioni etiche, socio-politiche, così come di quelle meramente logistiche. E, prima di tutto, non viene considerata l’unica cosa che non può essere distrutta dal terremoto: la comunità. Quella può essere distrutta solo dalle persone.
Rimanendo uniti è possibile ricostruire la propria vita, senza essere circuiti da meccanismi malsani più grandi di noi e a noi sconosciuti.

Di fronte a simili proposte non vedo alcun orgoglio italiano, o nazionalismo idolatrato. Ciò che vedo è un dispetto nei confronti dei migranti, mascherato da aiuto in favore dei terremotati italiani.


Con l’avvento del web 2.0

siamo passati dall’essere utenti passivi a interlocutori. L’interazione con i social media è quotidiana, eppure la pigrizia e la necessità di avere risposte semplici a domande complesse ci rendono interattori passivi.
Interi paesi crollano perché i lavori per la messa in sicurezza non sono stati fatti (a dovere), e perché chi dovrebbe informarsi e controllare non l’ha fatto.
Così, le reazioni a tragedie che non dovrebbero nascere si risolvono seguendo lo stesso filo conduttore della pigrizia e delle risposte semplici. Come un cane che si morde la coda.

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