Breaking

Amatrice querela Charlie Hebdo

In seguito alla pubblicazione della vignetta sul terremoto, si torna a parlare di Charlie Hebdo. Il sindaco di Amatrice, una delle città più colpite dal sisma, ha infatti deciso di querelare per diffamazione il giornale satirico.

charlie hebdo

Sergio Pirozzi, sindaco di Amatrice

L’atto è stato depositato lunedì 12 settembre, presso la procura del tribunale di Rieti. È stato inoltrato dal legale Mario Cicchetti, in qualità di rappresentate del comune. Secondo l’avvocato non c’è satira ma un “macabro, insensato e inconcepibile vilipendio delle vittime”.
Il gesto vuole onorare le vittime, la vignetta è percepita come “un insulto a una comunità e a un popolo”.

La risposta di Charlie Hebdo

“Una querela non ci spaventa”, ha detto il direttore del giornale Laurent Sourisseau. Continua dicendo: “Abbiamo fatto in passato vignette simili su Bruxelles, sul terremoto ad Haiti e nessuno ha protestato, nessun italiano ha protestato. La morte è un tabù, qualche volta bisogna provare a trasgredire”.

La scelta di denunciare il periodico francese ha aperto molti dibattiti. La satira, con le sue libertà, torna a far parlare di sé.
Quali sono le priorità di fronte a tragedie come quella del 24.08?

La querela come mossa politica

Possiamo, molto semplicemente, risolvere il problema guardandolo in termini politici. In un momento così tragico è di fondamentale importanza avere dalla propria parte l’elettorato. E la vignetta di Charlie Hebdo non ha fatto altro che mostrare la via più semplice per attuare tale strategia.

Ciò che deve interessarci di più è la nostra attenzione nei confronti di simili problemi sociali. Siamo così deviati dal reale problema – il bene del paese – da farne causa legale. E spostare l’interesse su casi che non dovrebbero esistere.
La satira è da secoli di cattivo gusto, è nella sua natura. Per questo non può, e non deve, avere freni nella sua espressione.

Standard